martedì 20 marzo 2012

Mah?... E' gia' primavera?


Accidenti... da sempre mi hanno insegnato che i 2 equinozi e i 2 solstizi sono il 21 di marzo, giugno, settembre e dicembre.

Stamattina Google mi annuncia che oggi e' primavera. Un giorno in anticipo!!!
Accidenti, anche il sistema solare congiura contro di me... J

giovedì 15 marzo 2012

Aria alla bocca!



Uno dei problemi maggiori, comune a molte persone, è il parlare a vanvera. Non sembra ma è una cosa che può avere ripercussioni gravi specie quando si intreccia con l’invidia gratuita in un momento di black-out neurale. Nella migliore delle ipotesi si creano situazioni di simpatico imbarazzo.

Il mio lavoro mi piace. È vero che sono sempre con una valigia in mano ma anche se le giornate sono pesanti rimane comunque sempre qualche ora per godere della bellezza della vita. Capita così che una sera ceni a Madrid, qualche giorno dopo a Londra, poi a Monaco o a Rio in un incessante turbinio di prenotazioni, check-in, alberghi e valige che occorre disfare per ricomporle subito dopo.

In una delle poche pause in ufficio, un collega, autoctono e stanziale, mi si avvicina nel sacro momento di meditazione alla macchinetta del caffè. E qui parte un involontario sketch, una via di mezzo tra una scena di Amici Miei e Camera Caffè.

– Parti ancora? Certo che sei sempre in giro! Ti stai facendo un sacco di soldi e mentre noi siamo qui a lavorare tu te ne vai in vacanza.
Lo guardo con aria di paziente condiscendenza, ogni volta che mi trova al caffè mi ripete la stessa filastrocca. – Sembra bello, caro mio, ma è pesante vivere così. – Rispondo, – Sono quattro mesi che torno a casa una notte la settimana solo per cambiare la valigia. E fra 3 giorni devo andare ancora in Brasile.
– In Brasile!?!?  Che cu***!!! E a me mai niente!  Vorrei vedere se dovessi fare tu il mio lavoro, sempre seduto a quella maledetta scrivania. Io il tuo lo prenderei al volo.

«Cos'è il Genio? » Avrebbe detto il Melandri, «È fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità d'esecuzione.»

Lo guardo. La mia faccia si rabbuia come se forze interne terribili si stessero contendendo una drammatica decisione. Poi, improvviso, mi illumino. Il viso assume la leggerezza beata di chi ha trovato la via dello Zen, la pace interiore.
– Angelo, – gli dico in confidenza, – avevo un grave problema e non sapevo come fare ma questa tua proposta mi ha spianato la strada in un modo inaspettato. Aspettami in ufficio, parlo col Capo e per questa volta vai tu al posto mio.
– Ma dai, non si può – Una considerevole dose di baldanza ha già lasciato il suo sguardo che indugia sui miei occhi per cercare una conferma alla domanda indiretta.
Io, che sono nato con la invidiabile capacità di sfoggiare un aspetto funereo quando ci sarebbe da sbellicarsi dalle risate, gli dico: – E perché no. Il mio lavoro lo conosci, il programma pure. Mi sostituisci per questa volta, se hai dubbi non prendi decisioni e riporti l’azione a me, e poi me la sbrigo io. Tu lo sai che ho piena fiducia in te, il Capo non avrà obiezioni. Preparati perché la partenza è venerdì sera.
– Venerdì? Ma come venerdì?
– Venerdì, volo per Lisbona delle 18, arrivo alle 20, ti fai la notte a Lisbona.
Sabato alle 16 hai il volo per Recife dove arrivi alle 21.15, sono 8 ore di volo ma ti avvantaggi col fuso orario. L’unico problema è farsele in economica, sai com’è: il budget. Andate in albergo, cena e se ti va puoi anche tentare la notte brava. La mattina, alle 6, torni in aeroporto dove, alle 9, prendi il volo per Manaus. Fa uno scalo tecnico ma in 4 ore circa arrivi. Hai domenica pomeriggio libera e la mattina alle 7 ti vengono a prendere per andare in Ditta. Venerdì si rientra, altre 49 ore di viaggio in 3 scali. Alla fine, se non ti dai alle follie, ci guadagni anche un paio di cento euro di trasferta.

La sorte a volte è benevola e per pura coincidenza il Capo fa capolino nell’area macchinette del caffè. Mi vede e mi fa cenno di seguirlo. Guardo Angelo e gli grido in corsa: – Allora d’accordo. Vado e glielo dico.
Angelo sbianca, mi insegue (mi faccio raggiungere), si aggrappa alla giacca e dopo qualche secondo di balbettio confuso riesce a dire: – No, dai, non posso. Tutto questo tempo, due fine settimana, e cosa dico alla moglie. No dai, io ho famiglia. Non posso.
È il momento di sfoderare la faccia più schifata che ho nel repertorio delle facce pubbliche. Lo guardo per 5 secondi di raggelante silenzio. – Io non ho famiglia? So che non fa nulla se sono 4 mesi che non passo un sabato a casa, in fondo sono sempre io il fortunato che va in giro vero?
Non mi ha più fatto osservare il suo disappunto per i miei viaggi di lavoro.




domenica 11 marzo 2012

venerdì 2 marzo 2012

Viaggiando si impara...


Abbiamo un sacco di memorie: memoria a breve termine, a lungo termine, sensoriale, di lavoro, ecc. ma ormai e' evidente che le mie funzionano tutte male.   Me lo dico sempre quando ne ho una ennesima prova ma poi...  lo dimentico.   E ci ricasco!

Oggi, tanto per cambiare, ho preso il treno per recarmi da Bologna a Roma. Ma si diciamocela tutta era l'AV9483 Bo-Rm delle 18.48. 

Cominciamo col dire che di treni ad alta velocita' da Bologna per Roma, a quell'ora, ce ne sono TRE1  e, come prima cosa, io mi domando che senso ha mettere TRE treni AV nel giro di 10 minuti e poi far viaggiare i pendolari impaccati come bestie al macello. Anzi, non li si puo' paragonare nemmeno piu' alle bestie perche' l'Unione Europea, in uno dei suoi slanci umanitari e ambientalisti, ha stabilito che gli animali vadano al macello in veicoli comodi, imbottiti e condizionati, puliti e con acqua fresca a disposizione. I pendolari valgono senz'altro di meno delle bestie perche' tutto questo se lo sognano e al macello, in quelli che furono carri bestiame, ci vanno tutti i giorni che nostro Signore manda in terra, con buona pace degli ambientalisti che anche a loro (manco a dirlo) dei pendolari non gliene frega niente (che come le bestie di cui sopra non hanno scelto di viaggiare in questo modo).

Ma torniamo al nostro splendido convoglio dalle linee futuriste. Il cartellone principale dice 

AV9483 18.48 ROMA TERMINI BIN 3

Sono le 18.40, mi fiondo al binario 3 dove, sugli schermi luminosi NON E' SCRITTO NULLA.
Mancano 8 minuti e la gente comincia ad essere nervosa: si sa gli AV hanno fretta e le soste sono cosi' brevi che perfino i fumatori piu' disperati tentennano a provare ad accendere una sigaretta sulla porta dato che non e' detto che riescano a dare il secondo tiro.

Una voce imperiosa annuncia di posizionarsi in corrispondenza della carrozza prenotata cosi' come indicato dagli schermi (che non indicano nulla).
Una ulteriore voce annuncia l'arrivo dell'AV delle 18:53... ma come? E il nostro delle 18:48? Mica ce lo hanno soppresso o spostato al binario 49 Tronco Sud?
Di nuovo la voce imperiosa che ordina di disporsi in corrispondenza della propria carrozza, la gente comincia ad essere nervosa.
Dopo 15 minuti di frenetici annunci (e dopo l'arrivo del treno delle 18:53) anche il nostro fa la sua trionfale entrata in stazione. 
Salire e' gia' un dramma. A parte quelli che scendono, tutte le porte sono occupate dai fumatori di cui parlavamo sopra che non ce la fanno a non farsi un tiro e, appesi come Cita alla porta tra sigaretta, accendino e occhiata veloce al capotreno non si curano per niente di te che carico come uno sherpa cerchi di arrampicarti su per i gradini.
Quando guadagni il vestibolo (dopo aver omaggiato tutti i santi, in rigoroso ordine alfabetico dal 1 gennaio al 31 marzo) ti trovi di fronte alla porta del compartimento. La porta e' automatica, si chiude ogni 15 secondi venendoti a sbattere addosso, non importa quanto salti sul pavimento (in)sensibile al peso o pesti il bottone di apertura. 
Davanti a te una fila interminabile di bradipi decerebrati occupa il corridoio intrattenendosi ad osservare minuziosamente la posizione del giaccone che hanno infilato nel vano porta pacchi.
Raggiungi finalmente il tuo posto (che inevitabilmente e' alla parte opposta rispetto a dove sei salito), ti siedi e parte il primo annuncio: togliete la suoneria ai cellulari distorbate il vostro vicino, anzi se potete spegnetelo proprio il telefono che tanto non vi servira'. La terribile verita' nascosta in questo messaggio sara' nota solo dopo la partenza del treno!

(segue... )


NOTE:
1. AV9483 18:48, AV9573 18:53, AV9447 18:58